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Articolo di :

maestrostoppa

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Giappone 2026: secondo giorno

Allenarsi a Tokyo nella Tennen Rishin Ryū, sotto la guida di Kato Sensei, significa entrare in un ritmo diverso: più essenziale, più rigoroso, più onesto. Con Sandro Furzi abbiamo trascorso tre ore intere ripetendo una singola tecnica.
Tre ore.
Una sola tecnica.
È proprio questo il punto:
in Giappone non vengo per “fare tanto”, vengo per imparare bene.
Non cerco di accumulare movimenti, cerco di comprendere la radice di ciò che sto studiando.
La ripetizione diventa un ponte:
tra il gesto e l’intenzione,
tra la forma e il principio,
tra la tecnica e il carattere.Allenarsi così, senza fretta e senza distrazioni, è un privilegio. È il modo più diretto per apprezzare la profondità della scuola e la trasmissione di Kato Sensei: precisa, sobria, priva di ogni superfluo.Non sono qui per “abbuffarmi”.
Sono qui per assaporare la tecnica, lentamente, con rispetto.

Andrea Sensei

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Giappone 2026

Primo giorno di allenamento in Giappone per Andrea Shihan, e prime riflessioni su un mondo e su una cultura diversa dalla nostra:

In Giappone ogni lezione è un ponte: tra lingue diverse, tra modi di percepire il corpo, tra sensibilità che si incontrano sul tatami.
So quanto possa essere difficile insegnare a un ospite, e proprio per questo non do nulla per scontato.
Grazie Masaki Sensei per questa bellissima prima lezione: un inizio che porterò con me per tutto il viaggio.
Osu.

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La via, non il traguardo

Pratico le arti marziali dal 1987.

In quasi quarant’anni di allenamento, una delle cose su cui più spesso vedo confusione è l’aspetto spirituale dell’arte marziale.

Molti pensano che “spirituale” significhi religioso, psicologico o addirittura mistico.

In realtà non è nulla di tutto questo.

Lo spirito nelle arti marziali non riguarda una fede particolare, né un sistema di credenze.

È qualcosa di molto più semplice e allo stesso tempo più profondo: la ricerca di sé stessi.

Le arti marziali possono essere praticate da chiunque, credente o non credente.

La ricerca interiore è indipendente dalla religione.

È un lavoro personale, silenzioso, continuo.

La domanda più difficile: “Sei felice”.

Negli ultimi anni, forse perché l’età porta con sé un’aura di maturità, mi viene chiesto spesso se io sia felice.

Anche stamattina, al parco, una signora mi ha chiesto se gli esercizi che stavo facendo servissero a “trovare la felicità”.

È una domanda difficile.

Io sono felice mentre mi alleno:perché sono all’aperto,

perché continuo gli insegnamenti dei miei maestri,

perché cerco la perfezione tecnica,

perché sento il corpo e la mente lavorare insieme.

Ma le mie ansie, le mie paure, i miei problemi non spariscono.

Sono sempre lì, alle mie spalle, come forze che si affrontano e si osservano.

Non li metto da parte per poi riprenderli dopo:uso la pratica per imparare ad affrontarli.

Non la ricerca della felicità, ma la ricerca di séL’arte marziale non è un percorso per isolarsi dal mondo o per rifugiarsi in una felicità artificiale.

È un cammino di miglioramento personale, lento, lungo, spesso faticoso.

Per questo si parla di Dō, la Via.

Non esiste un punto di arrivo.

Esiste solo il passo successivo.

E ogni passo è un modo per conoscersi meglio, per diventare più stabili, più centrati, più veri.

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Impressioni sul seminario di karate

James:

We, Miguel and James, two Kenbukai practitioners from Germany, recently attended a seminar with Sensei Masake Fuji in Pordenone, Italy, hosted by Shihan Stoppa. “Hit without getting hit” was the focus, which Sensei Fuji broke down into an explanation of distancing and body orientation, breathing and the right level of tension in the body, and tai sabaki in kata and basics.

Sensei Fuji explained that in Kenbukai Kyokushin, distancing hinges on a deeper sense of miai. He showed it is not just about the space between practitioner and opponent but also the position and orientation of one’s own body, especially the core. On breathing and tension, he stressed never being fully relaxed and controlling the breath, so practitioners are constantly prepared for subsequent techniques.

For Ido Geiko, Sensei Fuji used the analogy of a slow train and a fast train. The fast train goes through all the same stops as the slow train; in the same way, a technique performed fast should go through all the same stages as that technique performed slowly. This highlighted Kenbukai karate’s focus on correct basic technique.

Sensei Fuji emphasised the core, hip movement in multiple planes, not just rotational, and contracting the side of the torso to boost the effectiveness of movement and technique, creating space for both attack and defence. He introduced new floor exercises to us, which we look forward to integrating into our training in Germany.

Traduzione Italiano: 
Noi, Miguel e James, due praticanti di Kenbukai provenienti dalla Germania, abbiamo recentemente partecipato a uno stage con il Sensei Masake Fuji a Pordenone, in Italia, ospitato dallo Shihan Stoppa.

Il tema centrale dello stage è stato “Colpire senza essere colpiti”, che il Sensei Fuji ha sviluppato attraverso una spiegazione della distanza e dell’orientamento del corpo, della respirazione e del corretto livello di tensione muscolare, nonché del tai sabaki nei kata e nelle tecniche di base.

Il Sensei Fuji ha spiegato che nel Kenbukai Kyokushin la gestione della distanza si basa su una comprensione più profonda del maai. Ha mostrato come non si tratti soltanto dello spazio tra praticante e avversario, ma anche della posizione e dell’orientamento del proprio corpo, in particolare del centro del corpo (core).

Parlando di respirazione e tensione, ha sottolineato l’importanza di non essere mai completamente rilassati e di controllare costantemente il respiro, così da essere sempre pronti a eseguire la tecnica successiva.

Per quanto riguarda l’Ido Geiko, il Sensei Fuji ha utilizzato l’analogia di un treno lento e di un treno veloce. Il treno veloce passa attraverso tutte le stesse fermate del treno lento; allo stesso modo, una tecnica eseguita rapidamente deve attraversare tutte le stesse fasi della medesima tecnica eseguita lentamente. Questo ha evidenziato l’attenzione del karate Kenbukai verso la corretta esecuzione delle tecniche fondamentali.

Il Sensei Fuji ha inoltre posto particolare enfasi sul core, sul movimento delle anche su più piani, non solo in rotazione, e sulla contrazione del lato del tronco per aumentare l’efficacia del movimento e della tecnica, creando spazio sia per l’attacco sia per la difesa.

Infine, ci ha introdotto a nuovi esercizi a terra, che non vediamo l’ora di integrare nei nostri allenamenti in Germania.

Miguel: 

We had the pleasure of attending a seminar with Sensei Masaki Fuji in Pordenone, Italy, hosted by Shihan Stoppa. It was an inspiring experience, filled with new insights, deep reflection, and challenging yet rewarding training.

Throughout the seminar, we were warmly welcomed by Sensei Stoppa, whose hospitality made us feel at home from the very beginning. Combined with the beauty of northern Italy, the seminar became an unforgettable experience that broadened our understanding of Kyokushin Kenbukai Karate and opened new paths for our continued study and practice.

Traduzione Italiano: 
Abbiamo avuto il piacere di partecipare a un seminario con il Sensei Masaki Fuji a Pordenone, in Italia, ospitato dallo Shihan Stoppa. È stata un’esperienza stimolante, ricca di nuovi insegnamenti, profonde riflessioni e allenamenti impegnativi ma estremamente gratificanti.

Per tutta la durata dell seminario siamo stati accolti con grande calore dallo Shihan Stoppa, la cui ospitalità ci ha fatto sentire a casa fin dal primo momento. Unita alla bellezza del Nord Italia, questa esperienza è stata davvero indimenticabile, arricchendo la nostra comprensione del Kyokushin Kenbukai Karate e aprendo nuove prospettive per il continuo percorso di studio e pratica.

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Seminario con Masaki Sensei!

Un incredibile seminario con Masaaki Fujii Sensei, organizzato dalla Kyokushinkenbukai Italia!

Abbiamo accolto con grande entusiasmo la presenza dei futuri istruttori tedeschi, arrivati per sostenere l’esame del secondo dan.

Il seminario è stato un vero successo, incentrato sulla filosofia di Masaaki Sensei di massima efficacia: colpire senza essere colpiti.