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Agosto 2026

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Lo sport non è l’arte marziale!

È incredibile vedere quante discipline di combattimento oggi dichiarano di voler entrare alle Olimpiadi: dalla lotta uzbeka al kudo, dal sambo a mille altre varianti. Il risultato è una confusione totale, perché ogni arte marziale, quando viene trasformata in sport da competizione, inevitabilmente perde le tecniche più efficaci in favore di quelle più spettacolari o più “sicure” per vincere secondo regolamento.Trovo assurdo che si continui a chiamare “karate” qualcosa che ormai è lontanissimo dal karate tradizionale, e che il taekwondo – che negli ultimi anni si è evoluto in modo molto particolare – venga presentato come rappresentante delle arti marziali di percussione. A questo punto sarebbe più onesto creare una categoria unica, chiamarla “no contact striking”, e fare un torneo open tra tutte le discipline che vogliono partecipare. Almeno sarebbe chiaro che si tratta di sport, non di arti marziali.Le MMA alle Olimpiadi? Impossibile: troppo pericolose, troppo complesse da regolamentare, troppo vicine al combattimento reale.Il Judo è un caso a parte: ha una storicità olimpica che nessuno mette in discussione. Ma se accetti il Judo, allora teoricamente dovresti accettare anche tutte le altre discipline di grappling… cosa che ovviamente non è fattibile.Insomma, il problema è sempre lo stesso: quando si cerca di far entrare le arti marziali nel formato olimpico, si finisce per snaturarle. E forse è proprio questo il punto su cui dovremmo riflettere.

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video: karate in Giappone

Il link del video dell’allenamento al dojo di Kaneko Kaicho, realizzato dal nostro amico Sandro Furzi:

https://youtu.be/ilLKmaaflcIs=fLNUSEtvpETNBMoe