Chiusura 1 e 2 Giugno 2026
Ricordiamo che, nei giorni 1 e 2 Giugno 2026, la palestra sarà chiusa.
Ci rivediamo sul tatami mercoledì 3!
OSU!
Ricordiamo che, nei giorni 1 e 2 Giugno 2026, la palestra sarà chiusa.
Ci rivediamo sul tatami mercoledì 3!
OSU!

Da “Full Contact Karate Magazine” maggio 2018, un’intervista a Masaki Sensei, nostro ospite per il seminario estivo dal 12 al 14 giugno:
Fujii Masaki ha conquistato per quattro anni consecutivi il titolo al Campionato All Japan della Kyokushinkan fino al 2016. Nel 2015 ha vinto anche la categoria 89 kg al Campionato All Japan a classi di peso, disputato con regolamento di pieno contatto e colpi al viso consentiti.Nonostante fosse costantemente impegnato ai massimi livelli delle competizioni nazionali, Fujii ha sempre continuato a darsi nuovi obiettivi, mantenendo un atteggiamento vigile e consapevole durante ogni sessione di allenamento.Negli ultimi anni ha iniziato anche a dedicarsi all’insegnamento ai giovani praticanti della Kyokushinkan. Racconta che solo recentemente ha iniziato a comprendere davvero il senso profondo di questo ruolo, pensando:
«Forse è proprio questo il significato di ciò che sto facendo».

Da quasi quarant’anni vivo le arti marziali, e una cosa non è mai cambiata: il valore del kimono bianco.
Un colore scelto all’inizio non per filosofia, ma perché era semplicemente il più economico da produrre.
E proprio da quella semplicità è nata l’idea della purezza: purezza d’intenti, purezza dell’anima, un cuore candido davanti alle difficoltà della vita.Oggi però vedo di tutto: kimono mimetici, rosa, verdi, multicolore, kimono con animali, scritte giapponesi, kimono dei Jedi, kimono di Batman.
Divertenti, sì.
Ma lontani dall’essenza marziale.È vero: in alcune discipline il colore del kimono ha un valore storico, legato all’evoluzione della scuola.
E in certe occasioni — dimostrazioni, pratica delle armi, tradizioni specifiche di alcune scuole di karate — un kimono colorato è perfettamente accettato.
Ma nella pratica quotidiana, il kimono dovrebbe tornare a essere bianco.Per un motivo semplice:
sul bianco si vede tutto.
La pulizia, la cura, il rispetto.
Un kimono sporco si nota subito, e questo educa più di mille parole.Qualche mese fa, nella base americana di Aviano, ho visto un bambino piangere perché il suo compagno aveva un kimono blu e lui no.
Aveva già un bianco e un nero, ma non bastava.
Piangeva per “il blu”.Eppure nel mondo ci sono bambini che praticano judo o jiu-jitsu senza tatami, senza magliette, senza nulla.
Quella scena mi ha colpito profondamente.
Mi ha ricordato perché, nella mia scuola, chiedo a tutti di iniziare con un kimono bianco, e perché nei raduni ufficiali preferisco che tutti lo indossino.Perché il kimono non è un trofeo.
Non è moda.
È uno strumento di pratica, educazione e crescita.Ritrovare il bianco significa ritrovare l’essenza:
semplicità, decoro, rispetto del denaro, e soprattutto l’idea che sul tatami siamo tutti uguali.

Sabato 23 maggio ho avuto il piacere di essere a Borgovirgilio, Mantova, per presiedere agli esami di graduazione degli allievi di Mattia Pedrazzoli Sensei.
Tre ore intense, ricche di concentrazione, emozione e spirito marziale.
Dai più piccoli di 6 anni fino agli adulti, tutti hanno mostrato una determinazione sorprendente.
Durante i Kumite finali ho visto scambi tecnici maturi, coraggiosi, e momenti che raccontano meglio di mille parole la crescita di questa scuola.
Un grande applauso a Sensei per il suo lavoro instancabile e agli allievi per l’impegno che li ha portati a questi risultati.
La Kyokushin Kenbukai cresce, e lo fa nella direzione più importante: tecnica, cuore e valori.
Osu!
–Andrea Stoppa Shihan

La difesa personale è una cosa seria.
Non si improvvisa, non si incastra tra mille attività, non si riduce a un “mini-corso” per sentirsi più tranquilli.
Se vogliamo che i nostri figli siano davvero più sicuri, dobbiamo offrirgli tempo, costanza e un percorso autentico, non un’illusione.



