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ASD Centro Studi Arti Marziali

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Procedura di iscrizione (per gli interessati)

Con l’inizio della stagione sportiva 2025/2026, invitiamo tutti coloro che sono interessati ad iscriversi per la prima volta ai corsi della nostra ASD a leggere il seguente articolo: Moduli per l’iscrizione all’ASD.

Vi aspettiamo!

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Moduli per l’iscrizione all’ASD

Domanda di tesseramento

Domanda di ammissione a socio

Dichiarazione consenso trattamento dati personali

Richiesta visita medica

Questi sono i moduli necessari per l’iscrizione alla nostra ASD.

Come funzionano i moduli?

  • Scaricate i moduli
  • Apriteli, e compilateli (potete compilarli da computer o a mano, come preferite)
  • Stampateli e portateli in palestra.

Fatto!

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Impressioni sul seminario di karate

James:

We, Miguel and James, two Kenbukai practitioners from Germany, recently attended a seminar with Sensei Masake Fuji in Pordenone, Italy, hosted by Shihan Stoppa. “Hit without getting hit” was the focus, which Sensei Fuji broke down into an explanation of distancing and body orientation, breathing and the right level of tension in the body, and tai sabaki in kata and basics.

Sensei Fuji explained that in Kenbukai Kyokushin, distancing hinges on a deeper sense of miai. He showed it is not just about the space between practitioner and opponent but also the position and orientation of one’s own body, especially the core. On breathing and tension, he stressed never being fully relaxed and controlling the breath, so practitioners are constantly prepared for subsequent techniques.

For Ido Geiko, Sensei Fuji used the analogy of a slow train and a fast train. The fast train goes through all the same stops as the slow train; in the same way, a technique performed fast should go through all the same stages as that technique performed slowly. This highlighted Kenbukai karate’s focus on correct basic technique.

Sensei Fuji emphasised the core, hip movement in multiple planes, not just rotational, and contracting the side of the torso to boost the effectiveness of movement and technique, creating space for both attack and defence. He introduced new floor exercises to us, which we look forward to integrating into our training in Germany.

Traduzione Italiano: 
Noi, Miguel e James, due praticanti di Kenbukai provenienti dalla Germania, abbiamo recentemente partecipato a uno stage con il Sensei Masake Fuji a Pordenone, in Italia, ospitato dallo Shihan Stoppa.

Il tema centrale dello stage è stato “Colpire senza essere colpiti”, che il Sensei Fuji ha sviluppato attraverso una spiegazione della distanza e dell’orientamento del corpo, della respirazione e del corretto livello di tensione muscolare, nonché del tai sabaki nei kata e nelle tecniche di base.

Il Sensei Fuji ha spiegato che nel Kenbukai Kyokushin la gestione della distanza si basa su una comprensione più profonda del maai. Ha mostrato come non si tratti soltanto dello spazio tra praticante e avversario, ma anche della posizione e dell’orientamento del proprio corpo, in particolare del centro del corpo (core).

Parlando di respirazione e tensione, ha sottolineato l’importanza di non essere mai completamente rilassati e di controllare costantemente il respiro, così da essere sempre pronti a eseguire la tecnica successiva.

Per quanto riguarda l’Ido Geiko, il Sensei Fuji ha utilizzato l’analogia di un treno lento e di un treno veloce. Il treno veloce passa attraverso tutte le stesse fermate del treno lento; allo stesso modo, una tecnica eseguita rapidamente deve attraversare tutte le stesse fasi della medesima tecnica eseguita lentamente. Questo ha evidenziato l’attenzione del karate Kenbukai verso la corretta esecuzione delle tecniche fondamentali.

Il Sensei Fuji ha inoltre posto particolare enfasi sul core, sul movimento delle anche su più piani, non solo in rotazione, e sulla contrazione del lato del tronco per aumentare l’efficacia del movimento e della tecnica, creando spazio sia per l’attacco sia per la difesa.

Infine, ci ha introdotto a nuovi esercizi a terra, che non vediamo l’ora di integrare nei nostri allenamenti in Germania.

Miguel: 

We had the pleasure of attending a seminar with Sensei Masaki Fuji in Pordenone, Italy, hosted by Shihan Stoppa. It was an inspiring experience, filled with new insights, deep reflection, and challenging yet rewarding training.

Throughout the seminar, we were warmly welcomed by Sensei Stoppa, whose hospitality made us feel at home from the very beginning. Combined with the beauty of northern Italy, the seminar became an unforgettable experience that broadened our understanding of Kyokushin Kenbukai Karate and opened new paths for our continued study and practice.

Traduzione Italiano: 
Abbiamo avuto il piacere di partecipare a un seminario con il Sensei Masaki Fuji a Pordenone, in Italia, ospitato dallo Shihan Stoppa. È stata un’esperienza stimolante, ricca di nuovi insegnamenti, profonde riflessioni e allenamenti impegnativi ma estremamente gratificanti.

Per tutta la durata dell seminario siamo stati accolti con grande calore dallo Shihan Stoppa, la cui ospitalità ci ha fatto sentire a casa fin dal primo momento. Unita alla bellezza del Nord Italia, questa esperienza è stata davvero indimenticabile, arricchendo la nostra comprensione del Kyokushin Kenbukai Karate e aprendo nuove prospettive per il continuo percorso di studio e pratica.

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Variazione orari lezioni

Si informano tutti gli iscritti alla ASD che:

– Il corso di KARATE BAMBINI (6-14 anni) finirà lunedì 22/06, e riprenderà a Settembre 2026.
– Le lezioni di KARATE RAGAZZI/ADULTI (14+ anni) dureranno 1 ORA (19.30-20:30) da mercoledì 17/06.

– Il corso di JIU-JITSU BAMBINI (6-14 anni) finirà giovedì 18/06, e riprenderà a Settembre 2026.
– Le lezioni di JIU-JITSU RAGAZZI/ADULTI (14+ anni) dureranno 1 ORA (19.30-20:30) da martedì 16/06.

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Seminario con Masaki Sensei!

Un incredibile seminario con Masaaki Fujii Sensei, organizzato dalla Kyokushinkenbukai Italia!

Abbiamo accolto con grande entusiasmo la presenza dei futuri istruttori tedeschi, arrivati per sostenere l’esame del secondo dan.

Il seminario è stato un vero successo, incentrato sulla filosofia di Masaaki Sensei di massima efficacia: colpire senza essere colpiti.

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Intervista a Sandro Furzi

Con grande piacere presento ai soci della nostra associazione sportiva e ai lettori del nostro sito Sandro Furzi.

Ho conosciuto Sandro alcuni anni fa, inizialmente via mail, mentre cercavo informazioni sulla scuola di spada che pratica: la Tennen Rishin Ryū, una tradizione marziale ricca di storia e profondità.

Quello scambio, nato quasi per caso, si è trasformato nel tempo in un incontro reale e significativo.

Grazie a lui ho potuto avvicinarmi non solo alla scuola, ma anche alla sua visione del Budō: sincera, rigorosa, rispettosa delle radici e della trasmissione autentica.

Per chi desidera conoscere più a fondo il Budō e la Tennen Rishin Ryū, consiglio di seguire il suo canale YouTube:https://youtube.com/@bunbu-menteecorpo?si=Sc_7IHvL6tijRVgy

Un luogo dove studio, pratica e cultura marziale si incontrano con grande chiarezza.

– Puoi presentarti ai nostri lettori?

Mi chiamo Sandro Furzi e pratico arti marziali da più di venticinque anni.

Il mio percorso è iniziato in Italia, ma si è sviluppato profondamente in Giappone, paese dove vivo da circa quindici anni.

Qui ho avuto modo di approfondire i miei studi sulla lingua, sulla storia e sulla cultura giapponese, e soprattutto di entrare in contatto diretto con il mondo delle scuole tradizionali di spada.

Sono un discepolo della Tennen Rishin Ryū, una scuola di arti marziali tradizionali codificata alla fine del XVIII secolo, composta essenzialmente dall’arte della scherma, il kenjutsu, e da quella del combattimento corpo a corpo, il taijutsu.

Pratico sotto la guida del maestro Katō Kyōji, con l’obiettivo di approfondirne la trasmissione tecnica e culturale.

-Quando e perché hai iniziato le arti marziali?

Ho iniziato intorno ai quattordici anni perché, giocando come portiere a calcio, avevo bisogno di una disciplina che mi aiutasse a vincere la paura dello scontro con gli avversari.

Un preparatore atletico della nostra squadra mi consigliò di avvicinarmi alle arti marziali. Tramite conoscenze in comune, ebbi la possibilità di incontrare un maestro di spada che aveva vissuto in Giappone per molti anni.

Oltre ai rudimenti della scherma, mi avviò anche allo studio della cultura giapponese in senso più ampio.

Nel frattempo visitai altri dōjō di spada, incoraggiato anche dal mio maestro, che non aveva una scuola vera e propria, ma mi accorsi presto che il mondo del kenjutsu, del kendō e dello iaidō, l’arte di estrarre velocemente la spada e colpire l’avversario, veniva spesso trattato come se si trattasse di discipline completamente separate.

Io invece cercavo un punto d’incontro: volevo capire il filo comune che univa il bokutō, la spada di legno, lo shinai, la spada di bambù utilizzata nel kendō, e la shinken, la spada vera.

Questa curiosità è stata il motore di tutto il mio percorso

-Come hai scoperto la Tennen Rishin Ryū?

Sempre su suggerimento del mio maestro, finite le superiori mi iscrissi alla Facoltà di Studi Orientali dell’Università La Sapienza di Roma, scegliendo come indirizzo Lingua e Letteratura Giapponese.

Volevo capire in maniera “accademica” il Giappone e, per farlo, iniziai a leggere molti libri in lingua originale, anche per migliorare le mie competenze linguistiche.

Essendo appassionato di storia, rimasi affascinato dai romanzi di cappa e spada, in giapponese jidai shōsetsu, ambientati nel Bakumatsu, l’ultimo periodo feudale giapponese, che va dal 1853 al 1868

In quasi tutti i libri che leggevo, la Tennen Rishin Ryū veniva menzionata spessissimo e le gesta degli spadaccini che adoperavano questo stile prendevano forma nella mia mente.

Promisi quindi a me stesso che avrei praticato la Tennen Rishin Ryū qualora fossi riuscito ad andare in Giappone per un periodo di studio prolungato.

Questa possibilità mi si presentò a ventitré anni, quando andai in Giappone come studente presso l’Università di Tōkyō.

La fortuna volle che il mio dormitorio si trovasse ad appena dieci minuti in bicicletta dal luogo dove Kondō Yūgorō, figlio adottivo di Kondō Isamu, comandante dello Shinsengumi e quarto maestro della Tennen Rishin Ryū, aveva fondato lo Hatsuunkan Dōjō.

All’epoca, nel 2008, non era facile trovare informazioni online o contattare i dōjō via email, quindi dovetti letteralmente andare sul posto e cercare.

Alla fine venni indirizzato verso il maestro Hirai Taisuke, di cui divenni immediatamente allievo e con il quale rimasi fino alla sua morte, avvenuta nel 2013.

Da allora sono uno studente del maestro Katō Kyōji, a cui il maestro Hirai Taisuke aveva concesso la licenza di Menkyo, il più alto grado raggiungibile nella nostra scuola.

-Cosa pensi possa dare a un praticante odierno lo studio della spada giapponese?

Credo che lo studio della spada giapponese possa dare moltissimo, soprattutto se viene affrontato non come semplice esercizio estetico, ma come disciplina completa.

La spada obbliga a confrontarsi con la distanza, il tempo, il corpo, la paura, la decisione e il controllo di sé.

Anche se oggi non viviamo più nel mondo dei samurai, il tipo di attenzione richiesto da queste arti rimane estremamente attuale.

Ogni movimento rivela qualcosa: la postura, la respirazione, la capacità di restare calmi sotto pressione, la volontà di non cedere quando ci si trova davanti a qualcuno più forte.

Per me, il valore più grande non è “imparare a combattere” in senso superficiale, ma costruire un corpo e una mente capaci di resistere, adattarsi e migliorare attraverso una pratica severa ma onesta.

-Quali sono gli obiettivi della tua scuola?

L’obiettivo principale è preservare e trasmettere la Tennen Rishin Ryū nel modo più serio possibile, rispettandone la tradizione ma senza trasformarla in un oggetto da museo.

Questa scuola non è soltanto un insieme di kata: è una cultura marziale nata in un contesto storico preciso, in cui la pratica della spada era legata anche al combattimento con protezioni, al confronto con altri praticanti e allo sviluppo di una forte struttura fisica e mentale.

Il nostro scopo è quindi studiare la tecnica, la storia e lo spirito della scuola, formando praticanti consapevoli.

Personalmente sogno anche che, in futuro, possa esistere uno spazio di incontro tra diverse scuole tradizionali, una sorta di “gekikenkai”, dove praticanti di vari ryūha possano confrontarsi in modo amichevole e crescere insieme.

-Qual è un episodio divertente che ti è capitato in questi anni?

Uno degli episodi che ricordo con più affetto risale a una mia esperienza presso lo Haga Dōjō.

Si tratta di una scuola di spada nota per una pratica molto intensa, legata a una concezione del kendō più vicina al budō che allo sport moderno.

Dopo un allenamento durissimo, in cui ero stato colpito, spinto, messo sotto pressione e portato al limite, ero semplicemente felice di essere ancora in piedi.

Alla fine, il maestro Uki si avvicinò sorridendo e mi disse qualcosa come: “Di solito, dopo il nostro allenamento, non ci sono molte persone che vogliono continuare”.

Io, che in quel momento pensavo solo di essere sopravvissuto, riuscii solo a rispondere sorridendo: “Maestro, capisco benissimo cosa intende”.

Fu un momento divertente, ma anche molto significativo: mi fece capire che, per diventare più forti, non esiste alternativa al confrontarsi con persone molto più forti e preparate di noi.

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Corso aggiornamento bjj Tribe

Corso di Aggiornamento Istruttori e Raduno Nord Italia, Modena, Sabato 6 giugno – Tribe Jiu-Jitsu Italia
Si è svolto sabato 6 giugno, presso la sede di Modena, il Corso di Aggiornamento Istruttori e il Raduno Nord Italia organizzati da Tribe Jiu-Jitsu Italia. L’iniziativa ha riunito insegnanti e praticanti provenienti da diverse realtà del territorio, confermando la solidità e la crescita costante della nostra comunità.La sessione mattutina, riservata agli istruttori, è stata condotta dai Maestri Andrea, Andrea e Zvele, con un programma tecnico mirato all’allineamento metodologico e al perfezionamento degli standard didattici interni. Il lavoro svolto ha permesso di approfondire aspetti fondamentali del metodo Tribe, favorendo un confronto costruttivo tra le varie scuole.Ospite d’onore della giornata è stato Sergio “Malibu’”, cintura bianca e rossa e allievo diretto di Rickson Gracie, che ha condiviso la propria esperienza con grande disponibilità, offrendo spunti tecnici e culturali di alto valore.Nel pomeriggio il raduno è stato aperto a tutti i livelli, con la partecipazione attiva di numerosi praticanti. Sul tatami hanno lavorato Anna, Daniele e Alex, quest’ultimo presente nonostante un recente infortunio, a testimonianza dello spirito di dedizione che caratterizza la nostra comunità.L’evento si è concluso in un clima di entusiasmo, collaborazione e forte senso di appartenenza.Go Tigers, Go Tribe.